September 18, 2021

È il momento di scegliere quale futuro, non di pronosticarlo

I numeri sono stati i veri protagonisti delle notizie nel corso di questi mesi difficili, come forse non lo erano da tempo. I numeri nel senso delle statistiche che misurano la portata dei fenomeni e la loro dimensione e proporzione rispetto ad altri fenomeni, più o meno paragonabili. Abbiamo letto tutti gli innumerevoli paragoni che sono stati fatti per dare l’idea dell’indice di rischio di una vaccinazione rispetto a tante altre cose che abitualmente facciamo. Dal canto mio ho fermamente sostenuto il potere dei numeri di rassicurarci rispetto a scelte o decisioni che altrimenti prenderemmo di pancia e quindi al buio.

Sappiamo bene che peso abbiano nella nostra percezione del mondo alcuni cosiddetti bias, ovvero distorsioni percettive e cognitive che integrano la nostra visione della realtà quando le informazioni sono poche oppure la semplificano terribilmente quando sono troppe. L’obiettivo rimane lo stesso: prendere una decisione in velocità.

Ora, in questi mesi dal mio personale (e privilegiato) osservatorio di professionista a contatto con molte aziende e con lo sguardo sempre posato sui social, in primis Linkedin, non ho potuto fare a meno di notare la proliferazione di report, statistiche, numeri, analisi sulle principali trasformazioni derivanti dall’emergenza pandemica di questa epoca. Ed è naturale che sia così, visto che, di fronte a una situazione radicalmente inedita, la cosa più sensata da fare è fermarsi un attimo a ragionare sulla dimensione e sulla portata dei fenomeni per capirli prima di agire.

Augurandomi che anche la mia visione non sia stata in qualche modo condizionata da qualche bias che mi sfugge, provo a riferirmi ad un esempio su tutti: lo smartworking nel futuro prossimo.Ce n’è di ogni: global survey, report, sondaggi, analisi, stime, proiezioni, interviste, opinioni. Tutti, legittimamente e comprensibilmente peraltro, provano a dare in maniera più o meno strutturata il proprio punto di vista. La sensazione è che nella maggior parte dei casi si tratti di pronostici su un futuro che ci riserverà quasi certamente ancora molte sorprese (alzi la mano che non si è sentito spiazzato almeno una volta negli ultimi mesi da qualche deviazione inattesa rispetto al percorso lineare emergenza, chiusure, ristori, vaccini, riaperture).

Il libro “Giocati dal caso”, scritto da N. Taleb e pubblicato esattamente 20 anni fa, si chiude così: “I consigli illuminati (e “amichevoli”) non lasciano traccia per più di qualche istante se vanno contro la nostra natura. L’aspetto interessante dello stoicismo è che fa leva sulla dignità e sul senso estetico, cose che fanno parte dei nostri geni. Al prossimo evento sfavorevole iniziate a dare importanza all’eleganza. Esibite in tutte le circostanze il sapere vivere. […] L’unica cosa sulla quale la signora Fortuna non ha il controllo è il vostro comportamento. Buona fortuna”.

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