September 18, 2021

Il rischio di delegare alle tecnologie la gestione delle relazioni

Ho appena finito di leggere “PresentationZen”, un libro di Garr Reynolds, esperto di comunicazione e professore di Management & Communication Design all’Università di Osaka. Più che un libro è una guida, piuttosto precisa e dettagliata su come organizzare secondo regole grafiche e di comunicazione efficace una presentazione. È molto carina: ci sono dei bei suggerimenti, tanti esempi e spunti concreti. Suggerisco a chiunque faccia uso di presentazioni di leggerlo.

La cosa che però mi ha più colpito e fatto riflettere durante la lettura non è legata ai consigli su come impostare le presentazioni, ma è la velata polemica che più volte traspare dalle parole dell’autore su PowerPoint (o similari) e i suoi punti elenco. Nel trasferire alcuni punti di attenzione su come usare le immagini, il testo e i colori nelle presentazioni, Garr Raynolds sottolinea spesso some i software come Power Point, con i loro temi e le loro strutture codificate, abbiano giocato nel tempo un doppio ruolo: da un lato hanno permesso a molti di organizzare da soli i propri contenuti in forma digitale e di prepararsi autonomamente le presentazioni, dall’altro lato hanno in qualche modo spento il pensiero e la ricerca di soluzioni efficaci di comunicazione.

Il fatto di trovare punti elenco organizzati, layout e impaginazioni già fatte ha portato molti a impigrirsi e a delegare alla tecnologia un ruolo importantissimo: quello della responsabilità sul messaggio da trasferire. Molti hanno ritenuto possibile e sufficiente concentrarsi sui contenuti e non sulle modalità con cui trasferirli, lasciando al software questo compito. Risultato? Le noiosissime slide e relative presentazioni da convegno che moltissimi di noi conoscono e hanno subito (e forse anche fatto subire) durante la loro vita professionale.

Questo tema del delegare agli strumenti compiti non tipicamente loro è uno spunto di riflessione perché rischia di tornare ad essere molto attuale in campi diversi da quello delle presentazioni: quelli dell’apprendimento e della gestione delle relazioni. In questo momento di vincoli al lavoro in presenza e di grande cambiamento nella struttura e nella modalità di organizzare l’apprendimento e le relazioni, la tecnologia sta offrendo meravigliose opportunità per gestire la distanza. E questo è un bene.

Talvolta però le nuove soluzioni tecnologiche rischiano di essere utilizzate con lo stesso approccio seguito con Power Point: delegando alla struttura delle piattaforme di comunicazioni o di e-learning e ai programmi di costruzione dei contenuti – sempre più sofisticati, ma anche sempre più facili da utilizzare – la gestione dei contenuti o delle nostre relazioni.

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