September 18, 2021

Adattarsi agli altri senza snaturarsi: questo è il problema nelle relazioni

Come ne usciamo? Nell’adattarci all’altro, alla relazione, al contesto (nelle modalità, non certo aderendo acriticamente ai contenuti) automaticamente escludiamo il poter essere sinceri, autentici e veritieri? Accantono la questione filosofica per promuovere un pensiero più prosaico, ma anche più concreto del concetto di adattamento comunicativo. E lo faccio con una metafora che uso spesso nelle aziende.

Ciascuno di noi ha nell’armadio più capi. Se penso al mio, ci sono la vecchia maglietta dei tempi del liceo, ormai brutta ma tanto comoda, maglie e felpe meno malridotte, pantaloni più o meno sportivi o eleganti, camicie rigate ma anche bianche elegantissime, giacche che vanno con tutto e abiti grigi da cerimonia, e così via. Quando sono a casa da solo, sul divano (quindi non in relazione, se ci pensate) la vecchia t-shirt mi piace. Se ricevo qualcuno, compresi gli amici antichi quanto la maglietta, finisco per cambiarla. Non perché me ne vergogno e voglio nasconderla ma perché io per primo non mi sento del tutto a mio agio con quella maglia, che in fondo non mi “rappresenta” più agli altri, non è più adatta (coincidenza, usiamo l’aggettivo adatta proprio parlando di adattamento).

Più la situazione sociale / relazione sarà lontana da “divano da solo”, più è probabile che mi richieda di vestirmi diversamente. Vero che la cosa può pesarmi se la situazione non mi è gradita, ma in tal caso l’adattamento è legato a decidere se partecipare o no. Se ritengo di farlo, è probabile che io mi senta a mio agio non nella t-shirt sdrucita ma in altri panni (maglie, felpe, giacche fino all’’abito scuro per una cerimonia particolarmente formale).

Questo mio adattamento implica non essere più me stesso, perché sul divano amo la mia vecchia t-shirt? Ebbene no: i miei altri indumenti mi rappresentano tanto quanto (e non si sentano esclusi coloro che comprano a casaccio perché disinteressati al tema: è una metafora). Potrei preferire la situazione divano e maglietta (soggettivo: alcuni di noi si vestono di tutto punto anche per buttare il pattume) ma rimango me stesso quando esprimo il mio gusto, il mio stile, la mia “personalità” adattando il mio abbigliamento alla situazione.

E come è vero che definiamo questa cosa “vestirci” (e non travestirci, che ha a che fare col non farsi riconoscere e sembrare altro), così adattarci non è sinonimo di snaturarci. Per questo, sempre metaforicamente, più ci abituiamo a sceglierci il maggior numero possibile di vestiti che ci rappresentino, “adatti” ai vari contesti, e più sarà veloce individuare quale indossare, rendendo sempre più naturale e spontaneo il nostro adattarci.

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