September 18, 2021

Manager e imprenditorialità: serve più coinvolgimento nelle scelte di business

La competitività delle aziende italiane passa attraverso diverse strade e una di queste riguarda da molto vicino (come giusto che sia) l’operatività del management e la predisposizione dei manager ad essere parte integrante e pensante dell’organizzazione. Per il 63,1% dei dirigenti d’azienda, infatti, il loro coinvolgimento nelle decisioni strategiche e nella gestione del business è la base per incentivarli ad avere una mentalità più imprenditoriale, pur considerando che fattori importanti per raggiungere questo traguardo sono anche la valutazione per obiettivi (citata in un caso su cinque) e una certa libertà di movimento (in uno su sei).

Il quadro di cui sopra emerge da una recente indagine condotta da Wyser, la società di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di middle e senior management su internazionale. Il management imprenditoriale, questo l’assunto dello studio, potrebbe essere la strada da percorrere per unire la capacità di rapido adattamento delle imprese a gestione familiare con la “disciplina” tipica del manager. La pandemia di Covid 19 ha messo alla prova non solo la capacità di resilienza del tessuto produttivo italiano, ma anche la flessibilità tipica delle organizzazioni in cui i processi decisionali e la vision dell’imprenditore orientano l’intera attività aziendale.

Flessibilità che, come osserva Carlo Caporale, amministratore delegato di Wyser Italia, ha però bisogno di essere disciplinata, proprio perché “la condivisione delle responsabilità con il management può portare un valore aggiunto importante in termini di professionalizzazione e di pensiero strategico, anche grazie all’esperienza maturata dal manager in diversi settori e, spesso, in contesti multinazionali”.

Lo stato di emergenza ha imposto infatti anche un’altra consuetudine, quella di sviluppare e integrare competenze che rispondano alle nuove esigenze dell’impresa e (soprattutto) del contesto mutevole in cui si opera. E questo doppio effetto si riflette nei numeri. Se due manager su tre confermano come la propria azienda abbia gestito la crisi sfruttando tutte le risorse disponibili e uno su cinque come abbia saputo differenziare il proprio business (scelte che richiedono processi decisionali rapidi), adattabilità, leadership e capacità comunicative e di decision-making sono le skill maggiormente considerate come necessarie per affrontare la situazione attuale.

E sono proprio queste soft skill, ancora più delle competenze digitali (comunque cruciali anche per le figure executive), a incidere sulla “qualità” del management imprenditoriale. Le caratteristiche che contraddistinguono i classici imprenditori “fai da te”, insomma, vengono oggi richieste anche ai manager e non è certo un caso che le aziende (grandi e piccole) a conduzione familiare si trovino oggi di fronte alla grande sfida della managerializzazione.

Source link