September 18, 2021

La leadership come fine o come mezzo per migliorare il sistema che si guida?

Ronald F. Inglehart, Direttore del World Values Survey, nel suo ultimo libro “Cultural Evolution: People’s Motivations are Changing, and Reshaping the World” (Cambridge University Press, 2018) descrive come i valori della società cambino in base al grado di sicurezza percepita. Per larga parte della storia dell’umanità, la sopravvivenza non è stata affatto sicura. Scarsità di cibo, povertà estrema e assenza di cure rendevano la vita una corsa a ostacoli in cui solo pochi fortunati riuscivano a sopravvivere. In contesti come questo, emergono valori quali la chiusura agli altri, la xenofobia, la paura del diverso e l’obbedienza a leader forti.

Dal secondo dopoguerra il livello di benessere è cresciuto e con esso la sicurezza di sopravvivere. Hanno cominciato ad emergere valori nuovi come l’attenzione per l’ambiente, l’apertura agli altri, l’inclusione della diversità e la libertà di espressione. La democrazia stessa si è diffusa come mai prima di allora. Basandoci su queste considerazioni potremmo sentirci al sicuro. Il periodo buio della storia sembra essere superato e stiamo proseguendo sulla strada della pace, della sostenibilità e del benessere.

Purtroppo, non è esattamente così. Negli ultimi vent’anni stiamo assistendo in varie parti del mondo a un pericoloso abbassamento del grado di sicurezza percepita. Lo sviluppo della tecnologia e, in particolare, dell’intelligenza artificiale sta facendo scomparire mestieri e posti di lavoro. Le diseguaglianze economiche stanno crescendo e la cosiddetta middle class tende a ridursi quantitativamente e ad avere minore qualità di vita rispetto al passato. Anche il fenomeno migratorio di questi ultimi anni tende ad abbassare il livello di sicurezza percepita. Si diffonde l’idea che gli stranieri possano occupare posti di lavoro e snaturare l’identità sociale e culturale dei popoli.

A questo si aggiunge, durante quest’ultimo anno, l’effetto della pandemia da Covid-19 che ha necessariamente ridotto le relazioni sociali e generato un clima di diffusa diffidenza verso gli altri e di timore per il futuro. Gli effetti di questi cambiamenti sono ben visibili. I valori che si sono affermati a partire dalla seconda parte del Novecento (la spinta ecologista, il dialogo e l’apertura agli altri e l’inclusione della diversità) restano forti e presenti ma il loro trend di crescita si è ridotto.

Stanno riemergendo gli antichi valori connessi a un basso grado di sicurezza sulla sopravvivenza. Si diffondono e radicano le intolleranze religiose, si avvertono rigurgiti razzisti, vengono votati ed eletti leader politici populisti e illiberali in molte parti del mondo, la spinta ecologista, malgrado Greta Thunberg, si è ridotta e il clima sociale, anche grazie ai social network, è continuamente avvelenato da fake news, aggressività e violenza verbale nei confronti di chi ha opinioni e idee diverse.

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