September 18, 2021

Brand Australia: un mercato ricco di talento e opportunità

La maggior parte degli Italiani conosce l’Australia come la terra “riscoperta” da James Cook nel 1770, dove l’Inghilterra stabilì colonie penali che si unirono in una federazione nel 1901. In realtà le popolazioni aborigene erano giunte sul continente più di 50mila anni prima. Questo è un fatto importante per comprendere la diversità della popolazione, che oggi ammonta a 25 milioni di abitanti attraverso continue ondate di migrazioni da tutto il mondo nel dopoguerra.

L’economia è stata una storia di successo, con crescita del 3.3% annuale dal 1960 al 2020, dove con circa 1200 miliardi di euro sarebbe la quattordicesima economia più grande del mondo, solo sei posti dopo l’Italia. Strutturalmente dominata dal settore terziario, nello scorso decennio l’economia ha accelerato quando la crescita nel prezzi delle materie prime ha causato un’esplosione in investimenti minerari, in particolare carbone e ferro.

Parallelamente il “Brand Australia” si è affermato sempre più nel resto del continente Asiatico. Il posizionamento vincente ha incluso componenti culturali (avventura, diversità, cordialità), ambientali (spazi aperti, puri e non inquinati), artistici (design, musica) e attraenti opportunità di educazione per studenti dall’estero. L’Australia è al terzo posto mondiale per studenti all’estero, con quasi un milione di studenti nel 2018, per un ammontare di più di 3 miliardi di euro, ed è il Paese in cui il mondo occidentale si manifesta localmente in Asia.

Idee europee o californiane vengono adottate, evolute e amplificate dall’imprenditorialità locale e sofisticazione del consumatore; e infine le piu’ significative vengono commercializzate non solo in Australia ma in tutta l’ Asia, creando nuovi modelli di business. Questo avviene spesso nel settore alimentare dove marchi come Vegemite, Arnott’s, Fosters, Weet-Bix, Penfolds sono famosissimi, ambìti e presenti in forza in tutta l’Asia, soprattutto in Cina e Sud Est Asiatico.

Obiettivamente esistono alcuni fattori di rischio da considerare. Il primo è il peggioramento delle relazioni con la Cina che fino all’anno scorso è stata la nazione più importante per il commercio estero e un fattore trainante per l’economia australiana per la sua dipendenza sulle materie prime. Le due nazioni avevano più che raddoppiato il commercio bilaterale fino a oltre 120 miliardi di euro dal 2012 all’anno scorso; quest’anno tensioni commerciali e geopolitiche hanno contribuito a tariffe e bandi reciproci su varie categorie che stanno colpendo importanti settori export in Australia come rame, vino, orzo, legno, e perfino aragoste. Il governo ha vietato l’appalto a Huawei per la costruzione della rete 5G e ha anche bloccato una strategica acquisizione di una delle aziende casearie leader (Lion Dairy & Drinks, appartenente al gruppo Kirin Holdings) da parte della azienda cinese Mengniu.

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