September 18, 2021

Più efficienza coinvolgendo i dipendenti nella scelta degli investimenti It

Employee experience: è uno dei tanti temi sul tavolo degli Hr manager in questo periodo. Un tema che, al pari di altre dinamiche strettamente correlate all’organizzazione aziendale (smart working in testa), la pandemia di Covid-19 ha reso ancora più stringente e che rivela alcune “verità nascoste” circa gli impatti della tecnologia sul percorso lavorativo di un dipendente. Un recente studio internazionale commissionato a Forrester Consulting da Lenovo e Intel, “Empower Your Employees with the Right Technology”, evidenzia in proposito una dicotomia per certi versi allarmante: se da un lato le aziende vedono mediamente un ritorno pari a cinque volte il valore degli investimenti effettuati per aumentare il coinvolgimento e la soddisfazione (in termini di maggiore produttività, agilità organizzativa e customer satisfaction), dall’altro è manifesto un certo disaccordo tra i decision maker in ambito informatico e i dipendenti per quanto riguarda le priorità di aggiornamento tecnologico.

Il punto di rottura, più nello specifico, si riflette nel differente approccio tenuto dal management rispetto agli addetti, accentuato anche dall’attuale scenario di lavoro in modalità ibrida o da remoto. Mentre i responsabili It delle grandi imprese danno priorità al software, ai servizi e all’integrazione strategica delle risorse informatiche, avendo come parametro primario la longevità dell’investimento in tecnologia, i secondi sono più concentrati sull’esperienza quotidiana con dispositivi, piattaforme digitali, applicazioni e via dicendo.

Cosa suggerisce questa diversità di vedute? Che esiste uno spazio di collaborazione e di comunicazione da colmare fra management e personale per quanto riguarda le scelte di acquisto degli strumenti digitali, aumentando il coinvolgimento dei vari team e creando nuovi presupposti per migliorare la soddisfazione dei clienti e (nel contempo) anche i risultati di business.

Veniamo ai principali dati dello studio. Molti responsabili It si dicono pronti a raddoppiare l’investimento in iniziative volte ad incrementare la qualità delle interazioni con i propri dipendenti entro i prossimi due anni e il 60% di loro registra, sin d’ora, un aumento del 10% dei parametri di employee experience quando i dipendenti si dicono soddisfatti della tecnologia che utilizzano. Per contro, ed è questa l’anomalia di fondo emersa dall’indagine, una buona fetta di addetti segnala problemi di varia natura con la dotazione hardware e software a propria disposizione, dall’obsolescenza o inadeguatezza dei personal computer (segnalata nel 50% dei casi) al malfunzionamento degli applicativi tali da interrompere il flusso di lavoro (ne sono afflitti il 46% dei lavoratori intervistati). Solo uno su tre, in particolare, si dichiara estremamente soddisfatto del notebook fornitogli dall’azienda.

La tecnologia, si legge ancora nel rapporto, assume dunque un ruolo importante, se non decisivo, per la crescita dei parametri che misurano il livello di “experience” dei dipendenti, al pari di altri fattori quali la gestione delle risorse umane, i programmi di welfare e i benefit. E se lascia in proposito ben sperare il fatto che manager It e dipendenti concordino almeno sul fatto che i cicli di aggiornamento della tecnologia possano migliorare ed essere meglio allineati, è anche chiaro come serva maggiore attenzione al rispetto di alcune linee guida preposte a migliorare il coinvolgimento dei dipendenti nel merito delle strategie di investimento in tecnologia.

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