September 18, 2021

Agilità in azienda: fondamentale per i Ceo, ma la adotta un’impresa su cinque

Il 90% delle figure apicali delle aziende europee afferma che l’agilità organizzativa – a livello di leadership, di processo e relativa al portfolio prodotti e alla tecnologia – è un punto fondamentale per poter indirizzare la crescita e le performance del business. Fin qui nulla di nuovo, perché i benefici operativi dell’essere unimpresa “agile” sono un assunto consolidato da tempo, anche prima dello scoppio della pandemia. Ed è inoltre diffusamente riconosciuto che esista una correlazione fra questa caratteristica e i risultati raggiungibili anche in fatto di time to market, fidelizzazione dei clienti e acquisizione di talenti.

Il punto di rottura, evidenziato chiaramente da una ricerca condotta da Idc per conto di ServiceNow (software house americana specializzata nei workflow digitali) che ha coinvolto oltre 870 senior decision maker di grandi aziende di vari settori del Vecchio Continente, è nella sovrastima che molti Ceo hanno delle loro capacità di sviluppare l’agilità all’interno delle proprie organizzazioni. La maggioranza delle imprese, in altre parole, è solo all’inizio del proprio viaggio verso questo “status” organizzativo.

L’analisi di vari fattori aziendali ha portato gli esperti a delineare differenti tipologie di agilità organizzativa, catalogando di conseguenza le aziende in cinque distinte categorie (agili, sincronizzate, in movimento, disconnesse e statiche). E così emerso come solo il 21% del campione oggetto di studio si trovi nei due livelli superiori e come il 34% si fermi ai due livelli più bassi.

La dicotomia fra la convinzione dei Chief Executive Officer e l’effettiva maturità di questo modello dentro le imprese è quindi esplicita e l’osservazione a firma di Phil Carter, Chief Analyst Europe di Idc, lascia poco spazio alle interpretazioni: “Poche organizzazioni hanno abbracciato pienamente l’agilità e l’urgenza di diventare più agili è oggi chiara più che mai, perché non si tratta solo di sopravvivere ma di avere successo, e per farlo le aziende devono accelerare il cambiamento partendo dal sapere dove si trovano”.

Costruire una bussola verso l’agilità, privilegiando componenti quali l’efficienza e l’adattabilità, è quindi il primo passo da compiere per tutto il management per avere più possibilità di cavalcare la ripresa e di tornare a crescere. Solo chi dimostra una certa dinamicità operativa, si legge ancora nello studio, può scaricare a terra vantaggi in termini di ricavi, maggiore produttività e ottimizzazione dei costi e massimizzare le performance anche in altre aree aziendali.

Source link