September 18, 2021

Tokyo e Pechino, ma non solo: molte le metropoli per stabilire la sede in Asia

Dopo aver individuato le motivazioni che spingono l’azienda ad internazionalizzare, il nuovo mercato da conquistare ed il prodotto/servizio da promuovere, l’ultimo aspetto che manager e imprenditori devono considerare è la modalitá di entrata. Una prima classificazione può essere fatta in base al livello di capitali e risorse che l’azienda dovrebbe impiegare: Fiere, Agenti, Distributori,e Filiali sono le principali modalità. Ma scegliere solo il giusto assetto societario non basta per garantirne il successo, è altrettanto rilevante la scelta di una giusta location. E allora, vale la pena soffermarsi sulle principali metropoli asiatiche che hanno ospitato (e molto probabilmente continueranno a farlo) i piani di espansione delle aziende Italiane, e non solo, in Asia.

Nello specifico, le principali piazze scelte per allestire fiere, settare ufficio regionale o, in una fase più avanzata, stabilire filiali sono Hong Kong, Shanghai e Singapore. Negli ultimi 50 anni la maggior parte delle aziende ha scelto di stabilire l’ufficio commerciale regionale Asia Pacific ad Hong Kong, fondamentalmente per la posizione geografica strategica: a circa 4 ore di volo dalle principali capitali asiatiche (Tokyo, Seoul, Singapore) e a 2 ore da Shanghai.

Hong Kong è una amministrazione speciale della Repubblica Popolare Cinese, è stata una colonia Inglese per piú di 100 anni ed è una città pronta ad accogliere nuove aziende, veloce nell’incorporare strutture societarie e soprattutto aperta ed abituata al continuo flusso di espatriati: insomma si é praticamente in Cina, ma si gode di una serie di permessi speciali (tassazione, dazi, visti) e di vantaggi operativi, come l’attrattività di talenti.

Nella sua quotidianità si percepisce una forte influenza europea e grazie alle politiche governative, negli anni Hong Kong è diventata l’epicentro asiatico di numerose multinazionali europee. Tuttavia, a causa della recente instabilità politica e delle continue proteste contro il governo per la gestione del processo di integrazione di Hong Kong con il sistema cinese, un nuovo trend ha visto l’uscita di capitali e risorse dalla città, registrando una continua migrazione degli uffici regionali su Shanghai o Singapore.

Shanghai è il primo polo commerciale sul territorio Cinese, da sempre la scelta giusta se l’azienda richiede un focus Cina. Sono numerose le barriere all’ingresso per nuove aziende dal punto burocratico, ma soprattutto è maggiore il divario culturale: l’aspetto linguistico in primis (necessario fino a ruoli middle-level la conoscenza del Cinese Mandarino); a seguire è sicuramente più scioccante l’impatto per la casa madre nel reclutare talenti locali, oppure per gli espatriati l’adattamento agli usi e costumi cinesi. Con il recente flusso migratorio di headquarter regionali da Hong Kong, vedremo sicuramente una maggiore apertura del governo cinese ad attrarre nuovi talenti.

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