September 18, 2021

Personal branding, molto più che un accessorio nella vita professionale

Da alcune ricerche condotte prima del lockdown è emerso che più del 70% dei selezionatori usavano i social media durante i processi di selezione e probabilmente questa percentuale è destinata ad aumentare significativamente cone quello che è acaduto negli ultimi mesi.

Spesso però il personal branding viene confuso con la reputazione online. Sono due elementi fortemente collegati tra di loro, ma anche molto diversi: la nostra Online reputation è fatta non solo dai nostri profili social, ma anche da quello che scriviamo nei post, dalle recensioni che lasciamo su un prodotto, un albergo o un ristorante, dai commenti nei forum, dalle foto che postiamo. È un sistema multicanale complesso che va tenuto sotto controllo perché la mancata gestione di questi aspetti può far perdere innumerevoli opportunità.

Ma cosa vuol dire compromettere, per sempre, la propria immagine? Pensiamo, ad esempio, al video diffuso in rete del parlamentareeuropeo irlandese che qualche settimana fa è apparso in mutande in una riunione sull’agricoltura. Aveva un angolo di ripresa più ampio di quello che lui pensava e lasciava vedere chiaramente che era seduto sul letto in abbigliamento confidenziale. Il video ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo e sicuramente la reputazione del soggetto in questione non ne ha sicuramente beneficiato in termini di serietà.

Ad oggi, tuttavia, sembra che solo il 48% dei Ceo delle S&P 500 e delle Fste 350 abbia un account aperto sui social media, nonostante molte ricerche – anche autorevoli – indichino che i dipendenti preferiscano lavorare per Ceo o manager con una presenza sui social strutturata. LinkedIn – con il 44% – resta la piattaforma piu usata.

Doug McMillion, Ceo e presidente di Walmart, ha un profilo su LinkedIn, Twitter e Facebook. Ed è un grosso influencer, con decine di migliaia di follower su ciascino. La sua immagine è abbastanza omogenea e coerente su tutti i social media. Jeff Bezos, invece, utilizza prevalentemente Instagram e Twitter, strumenti che gli permettono una maggiore interazione con i propri follower attraverso foto e video. Mary Barra, Ceo di General Motors, ha scelto di non avere un profilo Facebook pubblico.

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